|
Il
grande assente: Ronaldo
Giovanna Mapelli

Chiamatelo
come volete: Luis Nazario de Lima, Ronaldo, Ronnie, Fenomeno, resta
il fatto che il grande campione è ancora un fantasma del
calcio italiano e internazionale.
Il
97 fu lanno in cui il nostro idolo vinse il pallone
doro e anche lultimo vissuto senza problemi fisici.
E
poi? Il destino crudele gli si è mostrato avverso, costringendolo
ad un lungo calvario, che sembra infinito come la sua grande classe.
Gli
amanti del pallone rimpiangono il brasiliano, gli interisti osannano
il suo ritorno per poter sognare con le sue splendide giocate; eh
sì perché Ronnie è un mago del pallone, un
genio che ci delizia con i suoi superbi gol.
Bisogna
ammettere che Ronaldo è uno dei giocatori più forti
e dotati del calcio doggi e che ha fatto della velocità
la sua arma vincente: velocità di percezione, negli scatti
e nel tiro.
Así
Nella nostra memoria rimangono i suoi dribbling che bruciavano gli
avversari e i suoi scatti che li narcotizzavano.
Il
fenomeno possiede un elegante tocco di palla, caratteristica dei
più sofisticati funamboli del pallone sudamericano.
I
suoi stupefacenti gol sono il frutto di questi due elementi: la
velocità di una saetta e il tocco magico del pallone. Tutti
noi sognamo di rivederlo solo davanti al portiere, con tutto il
tempo di decidere langolazione del tiro che centra il bersaglio
ed esulta con i compagni.
Ronnie
è uno di quei campioni che quando ha il pallone viene accerchiato
dagli avversari, proprio come si fa con le belve feroci, per impedirgli
di commettere un crimine, di involarsi a rete, ma lui, grazie al
suo genio e alla sua estrosità, combatte senza arrendersi
per liberarsi e fare deliziose pazzie con il pallone tra i piedi.
Ma
Ronaldo è anche sinonimo di equilibrio, potenza e qualità
muscolari eccezionali: insomma è un campionissimo, ma purtroppo
anche la sua sfortuna è fenomenale.
Come
dimenticare limmagine del Fenomeno mentre scendeva dallaereo
dopo la finale del Mondiale di Francia 98. Un calciatore ferito,
barcollante e debole, antitesi del campione di forza e fantasia.
Ma
ancor più indelebile resta il triste rientro allo stadio
Olimpico di Roma lo scorso 12 aprile.
Ronnie
in quel giorno ritornò a toccare lerba del terreno
di gioco per soli 6 minuti per poi cadere ancora in quel buio tunnel
dellinfortunio e della riabilitazione.
Il
suo urlo terribile, il suo dolore, le sue lacrime hanno commosso
tutti. La disperazione di un giovane campione che in pochi minuti
ha visto svanire il sogno di tornare ad accarezzare il pallone con
i suoi delicati piedi; in quegli stessi minuti si sono anche affievoliti
i sogni, le fantasie dei tifosi che già pensavano di godersi
la spettacolarità dei movimenti e dei gol del brasiliano.
Ma
in quel giorno, invece di festeggiare, tra lo stupore e lincredulità
della gente, Ronaldo era a terra, toccandosi il ginocchio: la stella
già non brillava più, si era spenta ancora e troppo
in fretta.
Auguri
Ronnie, vogliamo che sul tuo viso ritorni a splendere quel magnifico
sorriso da eterno bambino e speriamo di vederti scendere in campo
come prima, più di prima.
|